DogBlog
Aggiornamenti (quasi sempre) scientifici dal mondo cinofilo

I cani sono fisionomisti... o forse no?

L'ultimo studio del laboratorio DogUP rivela quali informazioni usino i cani per riconoscere il proprietario. E' il volto? Non proprio...

Se vi chiedessimo quale sia l'aspetto più importante che noi uomini usiamo per riconoscerci l'un l'altro, sicuramente la gran parte di voi risponderebbe il volto. In effetti, ciò è stato dimostrato da tantissimi studi. Ma vale lo stesso per i cani? Quali sono le informazioni che un cane usa per riconoscere il suo proprietario?

Alcuni studi condotti negli ultimi anni suggerivano che i cani potessero riconoscere una persona nota solo osservandone il volto, ma senza giungere a una conclusione che potesse essere considerata definitiva. Il DogUP Lab (il laboratorio di studio del comportamento del cane dell'Università degli Studi di Padova), ha quindi efettuato uno studio, condotto dal Dr. Paolo Mongillo e appena pubblicato sulla rivista Animal Cognition, per sciogliere questo dubbio.

Come è stato effettuato lo studio

Lo studio è stato condotto coinvolgendo cani di proprietà privata con i loro proprietari in un semplice esperimento. In breve, i cani venivano messi di fronte a un pannello di plastica, provvisto di due finestrelle, una a destra e una a sinistra, all'altezza della testa di un uomo. Quando Il cane era in posizione, esattamente al centro tra le due fionestrelle, da queste ultime spuntavano la testa del proprietario del cane da un lato, e quella di una persona estranea dall'altro. Il cane veniva quindi liberato e poteva scegliere se raggiungere l'una o l'altra persona, attraverso una seconda apertura presente nel pannello a livello del pavimento. Il raggiungere il proprietario era considerato indicativo del fatto che il cane l'avesse riconosciuto.

Dunque.. i cani riconoscono il nostro volto? Sì, ma solo se la sua visibilità è ottimale

 

Ovviamente, ogni singolo cane poteva azzeccare la scelta anche andando completamente a caso - ma se su un gruppo di cani sufficientemente numeroso, la maggior parte di essi si avvici a al proprietario, allora la cosa non può più essere considerata casuale. Dopo aver testato 32 cani, dunque, i ricercatori hanno avuto un primo risultato: i cani si avvicinano al proprietario solo se la testa di quest'ultimo è completamente visibile (incluso il contorno della testa stessa), orientata verso il cane e con un illuminazione omogenea; viceversa se le condizioni di visibilità della testa non sono ottimali - cosa che in questo esperimento era rappresentata dal fatto che i capelli delle due persone fossero coperti da una cuffia, la testa non fose orientata verso il cane, e la stessa fosse illuminata in modo disomogeneo, con molte luci e ombre - ecco in queste condizioni il riconoscimento non avviene.

Il riconoscimento non avviene se la parte esterna della testa non è visibile

Sulla base dei risultati del primo studio, i ricercatori hanno condotto un secondo esperimento, per capire quale di questi tre fattori - ovvero la visibilità dei capelli, l'orientamento della testa e l'illuminazione omogenea - fosse il principale responsabile del riconoscimento. Il risultato di questo secondo esperimento è stato molto chiaro: i cani riconoscono il proprietario solo se il contorno della testa è visibile, mentre non lo riconoscono se quest'ultimo non è visible. Quello che ancora rimane da stabilire è se il contorno della testa sia sufficiente di per sè per riconoscere il prorientarlo o se sia l'insieme del contorno e delle informazioni del viso (per quanto alterate dall'orientamento e dall'illuminazione) a consentire il riconoscimento.

Insomma, se siete appena stati dal parrucchiere e al vostro rientro in casa il vostro cane ha una reazione strana.. adesso conoscete il perché!