Cani e bambini: mondi (a)sincroni?

un cane e un bambini guardano in sincronia nella stessa direzione

Chissà quante volte ti sarà capitato di sentir dire che i cani non amano i bambini, anche quelli che fanno parte della famiglia. Curiosamente, vi sono pochissimi studi che hanno indagato il rapporto che i cani instaurano con i bambini del proprio nucleo familiare. Uno di questi rari studi è stato pubblicato pochi giorni fa sulla rivista Animal Cognition. L’esperimento, condotto da Shelby Wanser, riguarda quella che viene chiamata ‘sincronizzazione’ cane-uomo.

La sincronia cane-uomo

La sincronia indica la tendenza di un animale a mostrare lo stesso comportamento di quello mostrato da un altro animale con cui il primo fa coppia. Alcuni studi hanno dimostrato che esiste un elevato grado di sincronizzazione tra cani e i loro proprietari adulti. Per esempio, i cani tendono a muoversi quando il proprietario si muove. Si fermano quando il proprietario è fermo. Guardano spesso nella stessa direzione in cui guarda il proprietario. Puoi farci caso anche tu, quando porti il tuo cane a passeggio. Si ritiene che la sincronia sia un aspetto fondamentale nella relazione cane-uomo. Essere sincronizzati, significa avere più probabilità di poter collaborare e di interagire. Si dice che la sincronizzazione contribuisca a facoltà mentali complesse quali la teoria della mente, e l’imitazione. E in fondo di avere non solo sincronia ma anche sintonia. In sostanza, la sincronia è un attributo fondamentale della stretta relazione di attaccamento che i cani hanno con i loro proprietari.

Ma vale lo stesso per cani e bambini?

I ricercatori della Oregon State University hanno utilizzato un classico esperimento per verificare se lo stesso si verificasse anche con i bambini. Lo studio ha coinvolto 29 cani e 30 bambini loro prorpietari, tra gli 8 e i 17 anni. Nel test, i bambini e il loro cane venivano fatti entrare in una stanza e ricevevano semplici istruzioni. Dovevano camminare lentamente lungo un percorso tracciato con il nastro adesivo. Quindi fermarsi. Poi camminare di nuovo lentamente, e quindi velocemente. Il tutto veniva ripetuto due volte. I ricercatori hanno quindi misurato per quanto tempo il cane mostrasse lo stesso comportamento del bambino, lo stesso orientamento e la distanza tra i due.

Cani poco sincronizzati ai bambini

Lo studio ha rivelato che i cani spendono circa il 60% del tempo in comportamenti uguali a quelli dei bambini. Percentuale che sale ad oltre il 70% se si considera il ‘muoversi’, ma scende al 40% se si considera lo stare fermo. I cani guardavano nella stessa direzione del bambino per tempo più limitato, circa il 33%. Ancora meno il tempo in. cui cani stavano in prossimità del bambino. In pratica: i cani tendono a muoversi quando lo fa il bambino, ma non sono molto propensi a stargli vicino o guardare nella stessa direzione.

Nel complesso i dati mostrano una certa sincronia tra cane e bambino, ma molto più ridotta che quella tra cani e adulti.

Quali sono le possibili ragioni di queste differenze? 

In primo luogo, è possibile che i cani siano sincronizzati prevalentemente con persone con le quali formano legami di attaccamento più forti e sicuri. E spesso questi legami sono più presenti verso un membro adulto della famiglia piuttosto  che verso i bambini. E’ però anche possibile che i cani imparino attraverso le proprie esperienze che i bambini sono meno prevedibili degli adulti. In questo senso, mantenere una distanza dai bambini, riducendo la possibilità di mostrare gli stessi comportamenti è più ‘sicuro’ per il cane.

Nonostante i risultati non mostrino elevati livelli di sintonia, essi sono molto importanti. Infatti, sono uno dei primi esempi di studio sistematico della relazione cane-bambino. Comprendere meglio queste dinamiche è fondamentale per favorire una migliore integrazione dei cani nelle famiglie con bambini. E probabilmente anche per aiutare a prevenire o ridurre i rischi delle interazioni tra bambini e cani. 

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Paolo Mongillo

Paolo Mongillo

Professore Associato presso l'Università di Padova, si occupa di ricerca sul comportamento e sulle capacità cognitive dei cani.

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