Cosa vedono i cani?

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In passato abbiamo parlato di quanto sia importante il senso dell’olfatto per il cane e di come il suo naso sia uno strumento potentissimo. Oggi, invece, ci dedichiamo ad un nuovo sistema sensoriale, ovvero la vista, per cercare di capire cosa e come il nostro amico peloso vede.

Ma, innanzitutto, capiamo cosa sono e come funzionano i sistemi sensoriali.

I nostri sistemi sensoriali ci consentono di raccogliere informazioni proveniente sia dal mondo interno sia da quello esterno all’organismo e quindi di rispondere adeguatamente a variazioni interne, come ad esempio lo stato di riempimento della vescica, o variazioni ambientali, come ad esempio una persona che ci viene incontro. Alcune di queste informazioni arrivano in maniera inconscia al sistema nervoso, mentre altre vengono percepite, ovvero danno luogo ad una rappresentazione mentale, cosciente di quello che accade. La percezione dipende dalle nostre caratteristiche sensoriali. I sistemi indicati a ricevere queste informazioni sono i cosiddetti recettori, ovvero delle cellule specializzate, sensibili a particolari tipi di stimoli. Quando i recettori vengono stimolati si genera un segnale nervoso che viaggia fino al sistema nervoso centrale e alla corteccia cerebrale, dove farà sì che si generi la percezione, ovvero la sensazione cosciente dello stimolo.

Il senso che andremo ad approfondire meglio oggi è la vista. Ciò che contribuisce al sistema sensoriale visivo è innanzitutto l’occhio. L’occhio del cane è molto simile al nostro ed è composto da una matrice gelatinosa, densa e trasparente detta cornea; dietro la cornea vi è una struttura muscolare, circolare e colorata con un foro al centro, ovvero l’iride con la pupilla; dietro la pupilla troviamo una lente chiamata cristallino; ed infine in fondo all’occhio sono presenti i recettori visivi che formano la retina. La funzione di tutte queste strutture presenti nell’occhio è quella di far convergere gli stimoli luminosi presenti nell’ambiente sulla retina, dove stimoleranno i recettori visivi dando il via ad un segnale nervoso che, viaggiando lungo il nervo ottico fino alla corteccia visiva, genererà la percezione cosciente delle immagini.

Non è però raro che la vista presenti dei difetti. Infatti, le cosiddette aberrazioni visive, come la miopia e l’ipermetropia, sono molte diffuse. Questi difetti sono causati da un mal funzionamento del cristallino, ovvero la lente presente dietro la pupilla che dovrebbe far sì che i segnali luminosi cadano esattamente sulla retina. Se l’immagine però cade anteriormente alla retina, siamo allora davanti ad un caso di miopia ed avremo difficoltà nel vedere bene gli oggetti lontani; se invece l’immagine cade posteriormente alla retina, si tratta dunque di un caso di ipermetropia e faremo fatica a vedere bene gli oggetti vicini. Miopia e ipermetropia sono dei deficit visivi presenti anche nel cane. Si stima che la miopia sia più diffusa dell’ipermetropia e che ne possa soffrire fino al 40% della popolazione totale. Un metodo oggettivo per valutare la presenza di difetti visivi negli animali è l’uso di strumento chiamato schiascopo.

Per capire bene come vedono i cani, dobbiamo entrare un po’ nel dettaglio rispetto ai sopracitati recettori visivi, chiamati fotocettori. Tutti i mammiferi possiedono due tipologie di fotocettori, i coni e i bastoncelli. I bastoncelli si attivano quando c’è poca luce, consentendo una visione crepuscolare e poco dettagliata. I coni, invece, si attivano solo quando c’è tanta luminosità, consentendo una visione dettagliata e la visione dei colori. Il cane rispetto all’uomo presenta molti meno coni e un po’ più bastoncelli. Questo comporta che il cane veda fino a 6 o 7 volte meno dettagli rispetto all’uomo, perché la sua acuità visiva è molto inferiore: se andasse come noi dall’oculista forse riuscirebbe solo a leggere la prima riga delle lettere elencate. Nei cani con il muso più allungato e gli occhi laterali (cani dolicocefali), come levrieri e husky, l’acuità visiva è ridotta rispetto a cani con il muso schiacciato e gli occhi frontali (cani brachicefali), come carlino e terrier. Inoltre, si crede che nei cani la sensibilità alla luce sia maggiore rispetto all’uomo, permettendo che i cani ci vedano meglio con scarsa luminosità. Per quanto riguarda la percezione dei colori, abbiamo visto come questa dipenda dai fotocettori detti coni. Nell’uomo sono presenti 3 tipi di coni, quello sensibile al colore blu, quello sensibile al colore verde e quello sensibile al colore rosso. La luce stimola questi coni che si attivano a diverse intensità, e le combinazioni di queste intensità consentono di percepire i diversi colori. Nel cane invece sono presenti solo 2 tipi di coni, quello blu e quello verde. Questo comporta che le combinazioni di intensità di attivazione dei coni siano ridotte rispetto all’uomo. Sostanzialmente ciò significa che il cane percepisce i colori, ma con una minore ricchezza di sfumature, facendo difficoltà a distinguere colori molto simili tra loro, come rosso e arancione, blu e viola.

 

 

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Anna Broseghini

Anna Broseghini

Psicologa, Diplomata al Master in Etologia ed Educazione CSC e Dottoranda in Etologia presso l'Università di Padova.

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