I CANI ED IL LUTTO PER LA PERDITA DI UN CONSPECIFICO

cane triste per la perdita del cane compagno
La capacità di elaborare il lutto tra gli animali

La capacità di elaborare il lutto è sicuramente una caratteristica dell’uomo e delle società umane, ma è stata identificata anche per diverse specie animali, tra cui grandi scimmie, balene, delfini, elefanti e uccelli. Sembra che a volte questi animali tocchino ed esaminino la carcassa di un conspecifico deceduto, oppure lo trasportino fisicamente per ore ed anche giorni. Alcuni esperti pensano che questo comportamento possa derivare da un’indagine dettagliata del corpo morto, che rivelerà, tra il resto, una totale mancanza di reattività e movimento

I cani ed il senso di lutto

Si è ipotizzato che anche i cani possano possedere capacità di elaborare il lutto. Tuttavia, le prove a supporto di questa idea sono limitate, e bisogna considerare numerosi limiti, tra cui il rischio di interpretazioni antropocentriche, ovvero interpretare il comportamento dei cani in modo troppo simile a quello umano. Considerando la grande natura sociale del cane e le relazioni strette che riescono a formare con conspecifici, non è da stupirsi se provassero e manifestassero un senso di lutto. Tuttavia, le risposte comportamentali verso conspecifici morti sono state osservate solo raramente nei canidi selvatici. Inoltre, la disponibilità dei cani domestici ad esaminare un corpo morto è spesso limitata; quindi, quello che si può indagare non è il comportamento davanti alla morte o al corpo morto, ma piuttosto le conseguenze comportamentali. Infatti, il concetto di morte potrebbe non appartenere ai cani, ma è probabile che il concetto di perdita di individui a cui si è legati inneschi uno schema di comportamenti simili al lutto e al dolore.

Lo studio scientifico

Alcuni ricercatori italiani hanno voluto indagare le reazioni di lutto dei cani per la perdita di un cane familiare. Per fare questo hanno somministrato a 426 proprietari un questionario validato scientificamente chiamato “Mourning Dog Questionnaire-MDQ”. Inoltre, hanno voluto verificare che le reazioni dei cani non fossero la conseguenza dei sentimenti e dei ricordi del proprietario, ma che fossero dei cambiamenti comportamentali reali conseguenti alla perdita. Un ulteriore obiettivo dei ricercatori è stato quello di verificare se tali reazioni di lutto fossero influenzate dalla qualità della relazione tra i due animali o dalla reazione alla vista del cadavere.

Risultati

I proprietari hanno riferiti diversi cambiamenti comportamentali significativi nel cane sopravvissuto alla morte del cane compagno. Tali cambiamenti riguardavano soprattutto attività, quali giocare, dormire o mangiare, ma anche stati emotivi, come la paura. La qualità della relazione tra i due cani ha giocato un ruolo fondamentale. Quando i cani avevano una relazione amichevole o di tipo familiare, e non una relazione competitiva o di semplice tolleranza reciproca, il cane che rimaneva dopo la morte del compagno mostrava una tendenza significativa a giocare meno e mangiare di più. Questo risultato non sorprende, poiché in passato è stato osservato il fenomeno dell'”alimentazione emotiva“, cioè cambiamenti nel comportamento alimentare dovuti a emozioni negative. Quindi, una stretta affinità tra i cani durante la loro vita può averli portati a condividere le loro abitudini quotidiane. Infatti, se i cani hanno avuto l’abitudine di mangiare insieme, il cane sopravvissuto tende ad essere meno attivo e a dormire di più dopo la perdita del compagno.

Ma come essere sicuri che tali cambiamenti comportamentali siano effettivamente reali e non il riflesso delle aspettative dei proprietari?

I cambiamenti nelle attività

Per quanto riguarda cambiamenti nelle attività, i risultati mostrano che l’attaccamento cane-proprietario, la visione della vita del proprietario e l’umanizzazione degli animali domestici non hanno correlato con i cambiamenti comportamentali riportati dopo la morte del conspecifico. Questo è importante perché indica che il proprietario non sta semplicemente proiettando il proprio dolore sul cane in base ai propri sentimenti; è quindi probabile che i cambiamenti riportati siano reali, fatta eccezione per il comportamento di assunzione del cibo che sembra essere almeno in parte influenzate dallo stato emotivo del proprietario.

I cambiamenti negli stati emotivi

Per quanto riguarda cambiamenti negli stati emotivi del cane, i proprietari hanno riferito cambiamenti soprattutto rispetto allo stato emotivo di paura. Ciò sembra però essere influenzato dallo stato emotivo del proprietario. Infatti, il livello di paura del cane sopravvissuto ha correlato positivamente con il livello di sofferenza, rabbia e trauma psicologico del proprietario. Per cui non si può sapere se l’aumento degli stati emotivi di paura siano il prodotto dell’interpretazione del proprietario, o il prodotto di reali cambiamenti nel comportamento del cane, a sua volta o a causa della sofferenza riconosciuta nel proprietario o a causa della perdita effettiva del cane compagno.

Infine, un altro risultato interessante è che i cani sopravvissuti non hanno mostrato differenze di comportamento a seconda che abbiano visto o meno il corpo del cane deceduto.

 

Bibliografia:

Anderson, J. R. Comparative evolutionary thanatology of grief, with special reference to nonhuman primates. Jpn. Rev. Cult. Anthropol. 18, 173 (2017)

Uccheddu, S., Ronconi, L., Albertini, M. et al. Domestic dogs (Canis familiaris) grieve over the loss of a conspecific. Sci Rep 12, 1920 (2022). https://doi.org/10.1038/s41598-022-05669-y

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Anna Broseghini

Psicologa, Diplomata al Master in Etologia ed Educazione CSC e Dottoranda in Etologia presso l'Università di Padova.

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