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Lo specchio olfattivo e la consapevolezza di sè

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Come abbiamo visto anche in alcuni articoli precedenti, i cani presentano un alto livello di complessità sociale e posseggono capacità sociali-cognitive importanti e molto sviluppate. Sono molto abili nel comunicare con altri individui per risolvere problemi. Sanno capire se siamo attenti osservando il nostro sguardo. Sanno interpretare le nostre indicazioni quando puntiamo da qualche parte con un dito – cosa che in alcuni casi non riesce nemmeno ai primati non umani. Vivendo e comunicando quotidianamente con altri cani e con l’uomo, non è assurdo ipotizzare che i cani abbiano sviluppato un rudimentale senso di sé, per riuscire a valutare la propria posizione all’interno del gruppo sociale. I cani domestici potrebbero aver quindi sviluppato una sorta di auto-coscienza in grado di distinguere sé stessi dagli altri individui, e di conseguenza riconoscere i punti di vista altrui. La consapevolezza di sé e tutte le abilità connesse, dette meta-cognitive, sono state studiate nell’uomo e in altre specie animali tramite il famoso test di auto-riconoscimento allo specchio. In questo test l’animale viene lasciato dapprima familiarizzare con lo specchio. Poi, i ricercatori mettono un segno su un punto del corpo dell’animale, che quest’ultimo può vedere solo tramite la sua immagine riflessa, ad esempio un bollino rosso sulla fronte. Se l’animale, guardandosi allo specchio, tocca o esamina il segno sul corpo, questa potrebbe essere prova di consapevolezza di sé. I bambini non riescono a superare il test fino a circa i due anni di età, e solo poche altre specie animali, soprattutto grandi scimmie, si sono mostrate in grado di riconoscersi allo specchio.

L’applicazione di questo tipo di test ai cani si è dimostrata inconcludente, in quanto i cani non mostrano interesse nel guardare lo specchio, ma piuttosto lo annusano e ci urinano intorno. Tuttavia questo, invece di dimostrare che i cani falliscono il test perché carenti di abilità di auto-riconoscimento, mostra l’inadeguatezza di questo test per una specie incapace di toccarsi una parte marcata del corpo.

Tenendo quindi in considerazione il ruolo importante dell’olfatto nella vita sociale del cane e l’interesse di questi ultimi verso l’urina degli altri cani, alcuni ricercatori americani hanno sviluppato un nuovo paradigma chiamato test dello specchio olfattivo.

LO STUDIO SCIENTIFICO

Gli studiosi hanno sottoposto una quarantina di cani a un test olfattivo, in cui venivano presentati dei contenitori forati che contenevano rispettivamente acqua, un campione della propria urina, un campione della propria urina modificato da un’altra sostanza odorosa e un campione contenente solo quest’ultima. Gli studiosi hanno così analizzato quanto tempo ogni cane passasse ad annusare ognuno di questi campioni olfattivi.

Cosi facendo i ricercatori hanno tradotto il test di auto-riconoscimento allo specchio usato per i primati in termini più adatti ai cani. La propria immagine riflessa allo specchio modificata da un segno rosso sulla fronte è così diventata il campione della propria urina modificata da un odorante aggiunto. Il mezzo tramite il quale potersi analizzare non è più uno specchio bensì un contenitore forato. E l’azione sotto indagine non è più il toccare o esaminare il segno sul corpo ma l’annusare più a lungo il campione della propria urina modificata.

I RISULTATI

I risultati mostrano chiaramente come i cani annusino più a lungo il campione della propria urina modificata rispetto sia al campione della propria urina non alterata, sia al campione del solo odorante. Ciò dimostra, a detta dei ricercatori, che i cani riconoscano l’odore come proveniente da loro stessi. Inoltre, dimostra come l’interesse verso l’odorante sia maggiore quando rappresentava un cambiamento nell’odore dei soggetti stessi.

Questo test suggerisce quindi come anche i cani posseggano una rudimentale abilità di auto-riconoscimento. Ma se tale test, e i test dello specchio in generale, siano dei paradigmi sufficienti per determinare se l’animale abbia consapevolezza di sé e altre abilità meta-cognitive, è ancora pienamente dibattuto.

BIBLIOGRAFIA

Horowitz A. Smelling themselves: Dogs investigate their own odours longer when modified in an “olfactory mirror” test. Behav Processes. 2017; 143: 17–24. https://doi.org/10.1016/j.beproc.2017.08.001

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Anna Broseghini

Anna Broseghini

Psicologa, Diplomata al Master in Etologia ed Educazione CSC e Dottoranda in Etologia presso l'Università di Padova.

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