I COMPORTAMENTI DI SOSTITUZIONE ED I SEGNALI DI PACIFICAZIONE

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COSA SONO I COMPORTAMENTI DI SOSTITUZIONE ED I SEGNALI DI PACIFICAZIONE?

Le attività sostitutive sono dei pattern comportamentali espressi dall’animale senza un’apparente funzione. Alcuni esempi di questi comportamenti sono il grattarsi, leccarsi labbra/naso, sbadigliare, alzare la zampa, ruotare la testa, fare shaking, sbattere le palpebre, o annusare l’ambiente. Non è inusuale vedere il cane manifestare questi comportamenti ed i ricercatori da molti anni si chiedono quale possa essere la funzione di tali comportamenti, apparentemente scollegati dal contesto. Sembrerebbe che vengano messi in atto in situazioni in cui il cane vive un conflitto, rappresentando dunque una potenziale risposta allo stress. Inoltre, si ipotizza che tali comportamenti possano svolgere una funzione comunicativa nei confronti del partner sociale, indicando il disagio del segnalatore rispetto alla situazione in corso. In tal senso questi comportamenti di sostituzione potrebbero avere la funzione di segnali di pacificazione, con l’obiettivo di ridurre la probabilità che si verifichi un conflitto o per interrompere l’escalation di interazioni aggressive.

L’OBIETTIVO DELLO STUDIO

Le ricercatrici del recentissimo studio che vi raccontiamo oggi si sono poste l’obiettivo proprio di verificare questa ipotesi. In particolare, hanno valutato se alcuni comportamenti di sostituzione espressi dai cani come segnali di pacificazione fossero determinati dal contesto, venendo esibiti maggiormente in situazioni conflittuali rispetto a situazioni neutre. Inoltre, hanno voluto verificare se questi comportamenti fossero associati maggiormente ad un atteggiamento offensivo/reattivo del cane oppure ad un atteggiamento remissivo/non reattivo del cane.

LO STUDIO SCIENTIFICO

La ricerca, condotta dalle studiose dell’Università di Parma e di Vienna, ha coinvolto 53 cani, i quali sono stati sottoposti al cosiddetto Test dell’Approccio Minaccioso. Tale paradigma consisteva nell’esporre i cani a due persone che si avvicinavano a loro con due atteggiamenti completamente diversi. Un atteggiamento era quello neutro, in cui lo sperimentatore si avvicinava al cane camminando ad una velocità normale, con una postura eretta e rilassata, sorridendo ed alternando uno sguardo tenero verso il cane per poi distogliere lo sguardo. Invece, l’atteggiamento minaccioso, prevedeva lo sperimentatore approcciarsi al cane muovendosi lentamente, fissando il cane negli occhi, avendo una postura protratta in avanti, la fronte corrugata ed una espressione arrabbiata in volto. È noto come i cani siano sensibili alle espressioni facciali di gioia o rabbia dell’uomo. Il comportamento ed il volto del cane durante il test sono stati videoregistrati, per poi essere analizzati, con l’obiettivo di identificare quali e con che frequenza venivano espressi i comportamenti di sostituzione in funzione dei vari scenari, quindi tra un approccio neutro e un approccio minaccioso da parte dell’uomo e tra cani che rispondevamo con un atteggiamento reattivo e cani che mostravano un atteggiamento non reattivo.

I RISULTATI

I risultati mostrano che i comportamenti di sostituzione di leccarsi il naso e le labbra e sbattere le palpebre venivano maggiormente espressi dai cani con un atteggiamento non reattivo verso l’uomo. Infatti, poiché tali comportamenti dovrebbero promuovere una de-escalation del conflitto, non è strano che fossero maggiormente espressi da cani meno inclini ad entrare in conflitto con l’uomo in avvicinamento. Sembra, quindi, che tali comportamenti svolgano un ruolo importante in contesti sociali, anche se la loro funzione pacificante non è del tutto confermata, in quanto non ne è stata riscontrato una frequenza maggiore nel contesto più conflittuale rispetto a quello neutrale, come ci si aspettava. Invece, il comportamento di ruotare la testa è stato maggiormente rilevato in cani con atteggiamento non reattivo e durante l’approccio minaccioso. Questo risultato è in linea con quanto previsto e quanto emerso da studi precedenti, in cui cani con atteggiamento reattivo e offensivo erano soliti fissare l’uomo più a lungo, invece che distogliere lo sguardo e ruotare la testa. Infine, il comportamento di alzare la zampa è stato espresso più a lungo nella condizione minacciosa, rispetto alla condizione neutra, ma indipendentemente dall’atteggiamento del cane. Questo risultato, unito a risultati di ricerche precedenti, sembra suggerire che questo comportamento venga manifestato maggiormente in una situazione di conflitto ad alta intensità, ma non si è ancora riusciti a definire se tale comportamento sia indicatore di stress, di ansia e paura o un comportamento di pacificazione.

PER CONCLUDERE…

In generale i cani che avevano un atteggiamento non reattivo nei confronti dell’uomo che si avvicinava, hanno espresso un maggior numero di segnali di pacificazione. Tuttavia, i cani hanno espresso i comportamenti di sostituzione con la stessa frequenza sia negli approcci neutrali che in quelli minacciosi, per cui pare che tali comportamenti abbiano una valenza comunicativa legata a intenzioni non aggressive, ma la loro funzione di pacificazione non può ancora essere confermata.

 

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FONTE

Pedretti, G., Canori, C., Biffi, E. et al. Appeasement function of displacement behaviours? Dogs’ behavioural displays exhibited towards threatening and neutral humans. Anim Cogn (2023).

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Anna Broseghini

Psicologa, Diplomata al Master in Etologia ed Educazione CSC e Dottoranda in Etologia presso l'Università di Padova.

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