Il tuo cane è ottimista o pessimista?

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Negli ultimi anni la ricerca scientifica si è concentrata anche nel cercare di migliore la qualità della vita dei nostri amici a quattro zampe.

Test del bias congnitivo

Un metodo per capire se gli animali stiano vivendo stati emotivi ed affettivi positivi o negativi è il cosiddetto “test del bias cognitivo”.

Questo test si basa sul presupposto che quando stimoli o situazioni sono ambigui e poco chiari, i nostri stati emotivi influenzano la percezione e l’elaborazione di queste informazioni e di conseguenza anche tutti i nostri processi decisionali.

È stato, dunque, scoperto che in diverse specie animali, tra cui ratti, volatili, primati non umani, gatti ed ovviamente anche cani, l’interpretazione di segnali ambigui è influenzato dallo stato emotivo corrente.

Il bias di giudizio

In particolare, questa forma specifica di bias cognitivo è detta “bias di giudizio”. In presenza di segnali ambigui, uno stato emotivo negativo porta all’aspettativa di risultati negativi e quindi ad un bias negativo nell’interpretazione dei segnali.

In questo caso quindi l’animale viene definito come animale pessimista.

Invece, se davanti a stimoli poco chiari, l’animale sta vivendo uno stato emotivo positivo, sarà più incline ad aspettarsi dei risultati positivi, ovvero ad avere un bias di giudizio positivo. Verrà quindi definito come animale ottimista.

A conferma del fatto che questo meccanismo funzionasse come descritto, i ricercatori hanno visto che i diversi animali presentavano un bias di giudizio negativo quando erano sottoposti a situazioni note per generare stati emotivi negativi, presentando inoltre quei parametri fisiologici tipici di situazioni negative o di stress. E lo stesso per quanto riguarda le situazioni positive. 

Riguardo ai cani

Per quanto riguarda i cani in particolare, una ricerca ha inoltre dimostrato come i cani che mostrano sintomi di maggior disagio legato alla separazione dal proprietario sono più pessimisti rispetto a quelli con meno indicatori di disagio legato alla separazione. Insomma, vi sono vari studi che supportano l’uso del bias di giudizio negli animali come potenziale indicatore di uno stato emotivo positivo e negativo.

Lo studio scientifico nei cani

Ma vediamo nel dettaglio come i ricercatori australiani hanno fatto per testare i bias di giudizio nei cani e capire se un cane in quel momento era ottimista o pessimista. 

40 cani, tra cui cani da compagnia, cani da assistenza e cani da difesa, sono stati reclutati su base volontaria. Durante la fase di training i cani imparavano a premere un target per ricevere una ricompensa. Il compito di toccare il target era sempre preceduto da un suono. Se veniva presentato il suono A, dopo che il cane aveva toccato il target, la ricompensa che riceveva era del gradito latte, mentre se veniva presentato il suono B, dopo aver toccato il target, il cane riceveva solo della semplice acqua.

Ben presto i cani hanno imparato che se sentivano il suono A valeva la pena andare a toccare il target per ricevere il latte, mentre se sentivano il suono B, non serviva andare a toccare il target, tanto avrebbero ricevuto solo dell’acqua.

Successivamente, durante la fase di test, ai cani veniva presentano un suono ambiguo, che cadeva proprio a metà tra il suono A e il suono B, per cui i cani non potevano essere certi se andare o meno a toccare il target e quale ricompensa semmai avrebbero ricevuto.

I risultati

I risultati mostrano variabilità, con cani che definiremmo più ottimisti e cani che definiremmo più pessimisti. Inoltre, quando i ricercatori manipolavano ulteriormente il suono ambiguo, rendendolo o più simile al suono A o più simile al suono B, i cani si mostravano più veloci a toccare il target quando il suono diventava più simile a quello associato al latte, e viceversa.

Tutto ciò supporta la previsione che i cani rispondano in modo differenziato ai segnali e che ciò possa corrispondere alle loro aspettative di risultati positivi e negativi.

Rimane però ancora poco chiaro il ruolo della personalità di ogni individuo. Infatti l’essere pessimisti o ottimisti potrebbe non solo essere il frutto dello stato emotivo che correntemente l’animale sta vivendo, ma un tratto più intrinseco nella personalità di ogni individuo.

Fonte

Starling, M. J., Branson, N., Cody, D., Starling, T. R., and McGreevy, P. D. (2014). Canine sense and sensibility: tipping points and response latency variability as an optimism index in a canine judgement bias assessment. PLoS One 9:e107794. doi: 10.1371/journal.pone.0107794

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Anna Broseghini

Psicologa, Diplomata al Master in Etologia ed Educazione CSC e Dottoranda in Etologia presso l'Università di Padova.

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