L’apprendimento del cane – Parte 1

apprendimento cane

Tutti noi, proprietari ed educatori, ci siamo avvalsi, consapevolmente o inconsapevolmente, di qualche tecnica di apprendimento, per insegnare al nostro cane qualche nuovo comportamento o qualche simpatico trick. 

Ma prima di addentrarci nel grande mondo del ‘Come’ insegnare al cane un nuovo comportamento, è bene capire ‘Cos’è’ l’apprendimento e soprattutto quali sono i meccanismi alla base. 

Il concetto di apprendimento

Il concetto di apprendimento nasce con la psicologia cognitiva ed interessa non solo varie specie animali ma anche specie vegetali. L’apprendimento è il processo di acquisizione di nuove conoscenze e capacità, è una modificazione relativamente stabile del comportamento in seguito ad un’esperienza fatta. 

I cani apprendono costantemente.

Durante ogni esperienza che fanno, in ogni situazione in cui si trovano, è molto probabile che sotto sotto stia avvenendo un processo di apprendimento. Questo succede anche grazie al fatto che esistono molti e diversi tipi di apprendimento, dalle forme più semplici a quelle più complesse.

Troviamo ad esempio l’apprendimento sociale, l’imprinting, e l’intuizione e la deduzione tra le forme di apprendimento cognitivamente più complesse. 

L’apprendimento associativo e l’apprendimento non associativo

In questi primi articoli ci concentriamo su quei processi detti Apprendimento non associativo ed Apprendimento associativo, ma ricordiamoci che queste sono solo alcune delle varie e complesse modalità con le quali i cani imparano, apprendono e fanno esperienza. 

Lo stimolo e la risposta

Iniziamo a distinguere due elementi fondamentali dei processi di apprendimenti, ovvero Lo Stimolo e La Risposta.

Per Stimolo si intende quella condizione o agente presente nell’ambiente che porterà l’animale a manifestare una conseguente Risposta fisiologica o comportamentale. 

L’apprendimento non associativo

La prima tipologia di apprendimento che affrontiamo oggi è l’apprendimento non associativo. È ritenuto une delle forme più semplici di apprendimento, tanto che è stato largamente studiato in specie animali quali ad esempio la lumaca di mare. Coinvolge un solo stimolo e si suddivide in ‘abituazione’ e ‘sensibilizzazione’.

L’abituazione

Nel caso dell’abituazione, o abitudine, o assuefazione, possiamo osservare una diminuzione della risposta emessa dall’animale in seguito a ripetute presentazioni dello stimolo.

La sensibilizzazione

Invece quando avviene un processo di sensibilizzazione possiamo notare un aumento della risposta emessa dall’animale quando gli stimoli vengono ripetutamente presentati.

Facciamo un esempio

Se in presenza di un rumore forte e improvviso l’animale inizialmente si spaventa e sobbalza, poi, con il ripetersi di questo stimolo, il quale non porta conseguenze negative, il cane potrà abituarsi e smettere di spaventarsi e sobbalzare. Evolutivamente parlando, questo meccanismo di apprendimento serve per adattare il proprio comportamento a stimoli forti ma in realtà poco significativi o dannosi per l’animale. Al contrario se uno stimolo è potenzialmente dannoso, minaccioso per l’animale, quest’ultimo reagirà al rumore forte e improvviso spaventandosi sempre di più, sobbalzando sempre di più; quindi, mettendo in atto una risposta che aumenta ogni volta che lo stimolo viene presentato. La sensibilizzazione va inoltre spesso a braccetto con meccanismi quali la generalizzazione dello stimolo che scatena la risposta anche verso altri stimoli, e l’anticipazione, ovvero iniziare ad emettere la risposta ancora prima che lo stimolo sia effettivamente presente. 

Nel prossimo articolo

Non perdetevi il prossimo articolo, in cui parleremo dell’apprendimento associativo, ovvero quel processo ampiamente sfruttato in cinofilia, che permette (ad esempio) di riuscire ad insegnare un nuovo comportamento al proprio cane.

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Anna Broseghini

Anna Broseghini

Psicologa, Diplomata al Master in Etologia ed Educazione CSC e Dottoranda in Etologia presso l'Università di Padova.

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