Le espressioni facciali dei cani

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Se c’è una cosa a cui noi amanti dei cani proprio non riusciamo a resistere, sono quelle faccine carine e coccolose. Che siano schiacciate, rugose, allungate o bavose, la faccia dei nostri cuccioli ci appare irresistibile. Questo avviene non solo per le caratteristiche morfologiche del viso, ma anche, e soprattutto, per le espressioni che mettono in atto.

Pensate che storicamente le espressioni facciali degli animali sono sempre state considerate come delle manifestazioni involontarie che riflettevano lo stato emotivo di un individuo, piuttosto che delle azioni volontarie per comunicare con gli altri. Invece, in tempi più recenti, alcuni ricercatori hanno dimostrato come alcuni primati producevano molte più espressioni facciali quando erano di fronte ad un pubblico piuttosto che da soli. Questo fenomeno è stato ribattezzato ‘Audience effect’, in cui per l’appunto la prestazione di un individuo è influenzata dalla presenza di altri. 

Fino a qualche anno fa questo fenomeno non era mai stato studiato in altre specie animali diverse dai primati.  Nel 2017, alcuni ricercatori inglesi hanno pensato che potesse essere interessante indagare quali meccanismi sono responsabili delle espressioni facciali dei nostri compagni a 4 zampe. Inoltre, vi sono già diverse evidenze scientifiche che dimostrano come i cani rispondano attivamente al fatto che le persone prestino loro attenzione o meno. Ad esempio, i cani messi in uno scenario in cui si vietava loro di prendere del cibo, lo rubavano molto più spesso quando l’umano presente aveva gli occhi chiusi, era girato di schiena oppure distratto. 

Sulla scia di queste evidenze, i nostri ricercatori hanno sviluppato un test per capire se le espressioni facciali dei cani potessero essere soggette al sopracitato ‘Audience effect’ e potessero di conseguenze essere regolate in base allo stato attentivo dell’uomo. Se così fosse, questa potrebbe essere una prova che le espressioni facciali dei cani hanno una funziona comunicativa sociale ed un possibile controllo volontario.

In alternativa, potrebbe essere che le espressioni facciali dei cani siano una semplice manifestazione emotiva basata sullo stato di eccitazione del cane. Per riuscire a creare facilmente uno stato di eccitazione nel cane basta presentargli un pezzo di cibo, come è stato dimostrato dalle immagini termografiche utilizzate in un altro studio scientifico.

LO STUDIO SCIENTIFICO E I RISULTATI

24 cani di famiglia di varie età, razze e sesso sono stati reclutati su base volontaria dai ricercatori. I cani, all’interno di una stanza con lo sperimentatore, potevano essere sottoposti a 4 diverse condizioni:

  • L’umano rivolto verso il cane con il cibo in mano
  • L’umano rivolto verso il cane senza il cibo in mano
  • L’umano girato di schiena rispetto al cane con il cibo in mano
  • L’umano girato di schiena rispetto al cane senza il cibo in mano

Il cane ed in particolare il suo muso, sono stati videoregistrati per poi essere sottoposti ad un’attenta analisi delle espressioni facciali.

I ricercatori hanno scoperto che i cani producevano un numero significativamente maggiore di espressioni facciali quando l’uomo era orientato verso di loro, rispetto a quando l’uomo dava le spalle al cane. Le espressioni e i comportamenti maggiormente messi in atto dal cane quando l’umano era attento sono stati l’innalzamento del sopracciglio, che crea nei cani l’espressione da cucciolo (come vi abbiamo precedentemente raccontato in un precedente articolo), l’esposizione della lingua e l’emissione di vocalizzazioni.

Per quanto riguarda la presenza di cibo, invece, sembra non abbia influito sulle espressioni facciali dei cani e non ci sono prove conclusive che abbia influenzato altri comportamenti. 

Questo studio dimostra quindi come i cani producano le loro espressioni facciali in modo comunicativo, e che quindi queste non siano unicamente mediate dal loro stato emotivo. Ecco infatti che la frequenza di produzioni delle espressioni facciali dei cani aumenta significativamente quando l’umano sta prestando attenzione ma non in risposta ad uno stimolo non sociale eccitante, che in questo test corrispondeva al cibo.

BIBLIOGRAFIA

Kaminski, J., Hynds, J., Morris, P. et al. Human attention affects facial expressions in domestic dogs. Sci Rep 7, 12914 (2017). https://doi.org/10.1038/s41598-017-12781-x

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Anna Broseghini

Anna Broseghini

Psicologa, Diplomata al Master in Etologia ed Educazione CSC e Dottoranda in Etologia presso l'Università di Padova.

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