L’effetto benefico dei cani

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Oggi non vi sveleremo qualche nuova curiosità sui cani di per sé, bensì parleremo degli effetti che hanno su di noi e sul nostro cervello. 

I cani sono diventati negli ultimi decenni una parte fondamentale delle vite di molte persone. Pensate che si stima che in Italia vivano circa 9 milioni di cani ed il 28% delle famiglie italiane possiede almeno un cane.


Oltre ad essere fonte di compagnia, sostegno, intrattenimento e divertimento, negli ultimi anni le ricerche scientifiche hanno dimostrato come questi animali possono essere in grado anche di promuovere la salute dei loro proprietari.

Diversi studi hanno evidenziato come accarezzare e coccolare un cane riduca la pressione sanguinea e rallenti il battito cardiaco, ovviamente questi risultati sono ancora più lampanti se il cane che si accarezza è il proprio e non un cane sconosciuto.

I benefici di avere un cane

Accarezzare un cane può avere benefici anche per l’animale in sé, diminuendone la frequenza cardiaca. In realtà sembra che la sola presenza del cane apporti benefici per la salute degli esseri umani, senza neanche il bisogno di toccarlo. Alcuni studi hanno scoperto che la sola presenza di un animale da compagnia riesca a ridurre le risposte autonome in condizioni di stress moderato. In particolare, qualche anno fa, uno studio ha scoperto che la presenza di un cane aiutava a diminuire la pressione sanguinea e la frequenza cardiaca durante lo svolgimento di compiti aritmetici consideranti stressanti, molto di più rispetto alla presenza di un amico o del coniuge.

Inoltre, sembra che i proprietari di cani, 1 mese dopo aver preso l’animale, presentino una riduzione significativa della frequenza di disturbi fisici minori, come ad esempio mal di testa, raffreddore, febbre e vertigini. I proprietari dei cani mantengono questa diminuzione di problemi di salute anche a distanza di 10 mesi.

Cani e gatti a confronto

Senza nulla togliere ai nostri amici gatti, uno studio ha, però, dimostrato che i cani possono facilitare maggiormente il recupero da una malattia rispetto ai gatti. I proprietari di cani avevano circa 8.6 volte più probabilità di essere ancora vivi un anno dopo un attacco cardiaco rispetto a coloro che non possedevano cani.

L’aspetto psicologico

Ma non solo la salute fisiologica degli esseri umani trae benefici dalla convivenza con i cani, ma anche, e forse soprattutto, la salute mentale e psicologica. Infatti, diversi studi scientifici hanno dimostrato come la qualità della vita migliori, riducendo i livelli di ansia, solitudine e depressione, e migliorando la percezione di autonomia, competenza e autostima, facilitando anche l’interazione sociale tra le persone.

Insomma, gli effetti e i benefici della presenza dei cani nelle nostre vite sono stati largamente studiati. Meno studiati, invece, sono le reazioni che avvengono a livello celebrale quando siamo in presenza di un cane. Lo studio di oggi, si inserisce in questo scenario. 

Lo studio sulle reazioni che avvengono a livello celebrale quando siamo in presenza di un cane.

I ricercatori svizzeri hanno infatti indagato l’attivazione cerebrale nella corteccia prefrontale negli esseri umani, confrontando diverse forme di interazione con un cane e diverse forme di interazione con un peluche.

La corteccia prefrontale sembra essere una regione chiave per diversi aspetti dell’elaborazione cognitiva sociale, come la teoria della mente e la comprensione di sé e degli altri. L’attività nella corteccia prefrontale sembra quindi essere importante per studiare i meccanismi alla base delle interazioni uomo-animale. 

L’esperimento

I ricercatori hanno coinvolti 21 persone che sono state esaminate, durante le sessioni di test, tramite una tecnologia chiamata ‘Spettroscopia funzionale nel vicino infrarosso’. La fNIRS è una tecnologia di neuroimmagine basata sulla vascolarizzazione, che misura la saturazione di ossigeno dell’emoglobina e le variazioni della concentrazione totale di emoglobina. In parole povere, questa tecnologia individua quando, in una determinata area cerebrale, avviene un aumento di emoglobina ossigenata, che corrisponde ad un aumento dell’attività cerebrale. 

Durante i test, i 21 partecipanti sono stati sottoposti a diverse condizioni: essere in presenza di un cane senza poterlo toccare, essere in presenza di un peluche senza toccarlo, accarezzare e coccolare un cane, toccare e accarezzare un peluche.

I risultati

I risultati mostrano come l’attività prefrontale aumenti con l’aumentare dell’intensità del contatto con un cane o con un peluche. Questo significa che nelle condizioni in cui il cane e il peluche erano solo presenti, l’attività prefrontale era minore rispetto a quando i partecipanti toccavano e coccolavano il cane ed il peluche. Questo dimostra che una maggior stimolazione e interazione è correlata con una maggiore attività cerebrale.

In più, i ricercatori hanno scoperto che i partecipanti presentavano un’attività cerebrale prefrontale più elevata quando interagivano con un cane rispetto a quando interagivano con un peluche. Questo risultato indica un maggiore consumo di ossigeno nelle aree prefrontali e quindi una maggiore attivazione cerebrale in presenza di un cane. 

Quindi, questo studio dimostra, ancora una volta, come i cani ci facciano bene, in quanto la corteccia prefrontale è nota per essere coinvolta anche in processi sociali ed emotivi. L’attivazione di questa area del cervello suggerisce quindi un coinvolgimento emotivo altamente rilevante. 

FONTI:

Wells, D.L. (2009), The Effects of Animals on Human Health and Well-Being. Journal of Social Issues, 65: 523-543. https://doi.org/10.1111/j.1540-4560.2009.01612.x

Marti R, Petignat M, Marcar VL, Hattendorf J, Wolf M, et al. (2022) Effects of contact with a dog on prefrontal brain activity: A controlled trial. PLOS ONE 17(10): e0274833. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0274833

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Anna Broseghini

Anna Broseghini

Psicologa, Diplomata al Master in Etologia ed Educazione CSC e Dottoranda in Etologia presso l'Università di Padova.

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