Quando la connessione è un problema anche per i cani…

esperimento illusioni ottiche cane

No, la connessione ad internet non c’entra questa volta. Parliamo infatti di una illusione ottica, chiamata di connessione, o ‘connectedness illusion’ che per la prima volta è stata testata in una specie animale nel Laboratorio DogUP. L’esperimento è parte di una serie di studi sulle capacità visive dei cani, come quello sul riconoscimento del proprietario di cui vi abbiamo parlato in precedenza. L’esperimento di cui parliamo oggi stato condotto dalla dottoranda di cui sono il supervisore, Miina Lõoke. Da alcuni anni stiamo lavorando a diversi esperimenti per chiarire se i cani vedano le illusioni ottiche così come le vediamo noi. Lultimo studio fatto è proprio sull’illusione di connessione ed è stato appena pubblicato su Scientific Reports, del gruppo Nature.

Cos’è l’illusione ottica di connessione

Osserva la figura qui sotto e, senza contare e senza starci troppo a pensare, dì qual è l’insieme di pallini più numeroso. Sono abbastanza sicuro che indicherai quello dove i pallini non sono uniti da delle linee, anche se il numero di pallini di fatto è lo stesso nelle due figure (contare per credere). Ne sono sicuro perché per noi umani questa è una delle più potenti tra le cosiddette illusioni di quantità. Ovvero quelle illusioni che alterano la nostra capacità di stimare la quantità di oggetti in un insieme. Tra le altre illusioni di questo tipo ve ne sono di molto note, come quelle raffigurate più sotto. Queste ultime sono state studiate ampiamente in diverse specie animali – compreso il cane. Invece l’illusione di connettività non era mai stata studiata prima in una specie diversa dall’uomo.

la connectedness illusion nei cani
L'illusione di connessione
Come abbiamo testato i cani
L’esperimento è stato concettualmente molto semplice. I cani si presentavano in laboratorio con il loro proprietario. Ai cani venivano allora mostrati due pannelli dove erano presenti, come nella prima figura di questo articolo, lo stesso numero di pallini. In uno dei due pannelli i pallini erano uniti da linee, nell’altro no. Tuttavia i pallini non erano disegnati, ma realizzati con perfetti cerchi di … fette di petto di tacchino! I cani potevano scegliere di avvicinarsi a uno solo dei due pannelli e mangiarne il contenuto. Per la riuscita dell’esperimento abbiamo quindi fatto affidamento sulla naturale tendenza dei cani a scegliere la quantità maggiore di cibo. Se i cani fossero suscettibili all’illusione come noi, e quindi sottostimassero il numero di pallini se sono connessi, avremmo dovuto osservare una netta preferenza per il pannello dove i pallini-cibo non erano connessi. E così, quasi con nostra sorpresa, è stato.
 
Una delle poche illusioni che i cani percepiscono come l’uomo
Ho detto quasi con nostra sorpresa perché in molti altri studi su altre illusioni ottiche i cani sono risultati assolutamente insensibili. Ovvero sembra che altre illusioni non vengano percepite dal cane così come le percepiamo noi. Questo ne include alcune che alterano la percezione della quantità di oggetti, come la ‘solitaire’ illusion, da noi testata e di cui vi parlerò in un altro articolo. I cani – a differenza nostra – non sembrano assolutamente vederla. Ma vale anche per tante altre illusioni note, come le illusioni di Ponzo, Ebbinghaus o Muller-Lyer. Insomma il cane sembrava proprio un pessimo soggetto da studiare in questo senso.
 
i cani vedono illusione di muller-lyer
Müller-Lyer
i cani vedono illusione di Ebbinghaus
Ebbinghaus
illusione di ponzo nei cani
Ponzo
Davvero i cani non vedono alcuna illusioni ottica, a parte la connectedness?
In realtà vi era già stata una dimostrazione di suscettibilità a un illusione nel cane, ovvero la famosa illusione del triangolo di Kanizsa. Anche in questo caso, si è trattato di un nostro studio appena pubblicato e di cui vi parlerò prossimamente. Tuttavia questa illusione appartiene ad una categoria completamente diversa rispetto a quelle che inducono alterazione nella capacità di stima della quantità. Richiede il completamento mentale dei contorni, una capacità fondamentale per qualsiasi specie animale. Si basa pertanto su meccanismi percettivi molto più semplici e basilari. E infatti, quasi tutte le specie animali in cui è stata testata sono risultate suscettibili all’illusione di Kanizsa. 
Il triangolo di Kanizsa
Cosa ci dice lo studio sulla illusione di connettività?
Il nostro lavoro sulla illusione di connettività è importante per diversi motivi. Innanzi tutto indica che i cani sono suscettibili almeno ad una illusione di ‘quantità’. Questo significa che almeno in parte i meccanismi mentali di stima delle quantità potrebbero essere simili tra cane e uomo. Tutti gli studi condotti finora sembravano invece indicare il contrario. Inoltre, è la prima volta che questa illusione viene testata in una specie animale. A breve ci aspettiamo il fiorire di studi che indaghino la stessa illusione anche in altre specie classicamente studiate in questo senso – tra cui pesci e primati. Ma naturalmente ci consente anche di capire sempre meglio come vedono il mondo i cani. Piano piano queste nozioni potranno essere usate per migliorare l’addestramento e la nostra relazione con loro.

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Paolo Mongillo

Paolo Mongillo

Professore Associato presso l'Università di Padova, si occupa di ricerca sul comportamento e sulle capacità cognitive dei cani.

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