Tecniche di addestramento: il Clicker Training

addestramento cani

Il metodo per l’insegnamento di un nuovo comportamento che andiamo a conoscere oggi è il clicker training, una tecnica ampiamente utilizzata in cinofilia, che si basa anch’essa sui meccanismi del condizionamento classico e operante, con l’uso del rinforzo positivo.

CHE COS’È IL CLICKER TRAINING?

Il clicker training potrebbe ricordare quel gioco che facevamo tutti da piccoli “acqua, fuoco, fuochino”, in cui un piccolo tesoro veniva nascosto e per poterlo trovare dovevamo seguire le indicazioni di chi sapeva dov’era: acqua voleva dire che stavamo andando nella direzione sbagliata, fuoco la direzione era giusta e ci stavamo avvicinando, fuochini eravamo ad un passo dal trovarlo e dovevamo continuare così. Il clicker training segue un po’ lo stesso principio, ovvero quello in cui noi guidiamo il cane attraverso la creazione di un nuovo comportamento, suggerendogli quando sta facendo qualcosa di giusto, e quando invece sta facendo qualcosa di non richiesto. Il qualcosa di giusto sarà rimarcato dal suono click del clicker, il quale corrisponde al nostro “fuoco, fuochino”, mentre il silenzio, nessun click, indicherà un qualcosa di non richiesto, sbagliato, ovvero il corrispettivo della nostra “acqua”.

IL CLICKER

Protagonista, dopo il cane, di questa tecnica è per l’appunto il clicker, ovvero un cosino di plastica con all’interno una lamina di metallo che se premuta produce il tipico suono “click”. Ovviamente, inizialmente, il suono click sarà un suono neutro per il cane, ovvero un suono senza alcun significato. Infatti, la prima cosa da fare è quella di far capire al cane che click significa “bravo, stai facendo la cosa giusta, continua così!”. Per fare ciò basta dedicare un paio di minuti alla ripetizione del suono click seguito da un pezzettino di cibo, in modo che il cane riesca a creare l’associazione tra click e arrivo del premio. Questa fase non è in realtà strettamente necessaria, in quanto vedrete che il vostro cane capirà subitissimo il significato del click e l’associazione con il premio, anche se saltate questa parte e cominciate direttamente ad insegnare il comportamento.

ALCUNE IMPORTANTI PREMESSE

Prima di cominciare a vedere nel dettaglio come utilizzare la tecnica del clicker training, alcune premesse vanno fatte. Innanzitutto, questa attività richiede molta concentrazione e pazienza da parte del cane, quindi è bene che, soprattutto all’inizio, le sessioni di lavoro vengano svolte in un posto tranquillo e che siano di breve durata, 5 minuti al massimo. Per quanto riguarda l’uomo, il clicker training necessita di coordinazione e tempismo, per cui è bene che abbiate ben chiaro fin dall’inizio il comportamento target da insegnare, siate abili nel maneggiare con una mano il clicker e con l’altra i premietti e, soprattutto, siate prontissimi a cliccare nel momento corretto. Infatti, il click deve arrivare nel preciso istante in cui il cane svolge il comportamento desiderato. Un ritardo nel click potrebbe rinforzare un comportamento sbagliato e quindi mandare fuori strada il cane.

COME SI UTILIZZA IL CLICKER TRAINING

Anche in questo caso, così come nel caso del luring, l’insegnamento del comportamento finale avviene per piccoli step. Questo vuol dire che andrò gradualmente a modellare il comportamento del cane, indicandogli, passo dopo passo, quale delle azioni che sta mettendo in atto sono corrette e funzionali al conseguimento del comportamento desiderato. Questo processo di “modellaggio” del comportamento del cane viene spesso chiamato con il suo termine inglese shaping, che sicuramente avrete già sentito nominare.

UN ESEMPIO PRATICO

Poniamo che il nostro obiettivo sia quello che il cane impari a toccare con il muso un cuscino lasciato sul pavimento. Probabilmente inizialmente il cane starà concentrato su di noi, domandosi come mai non gli stiamo dando alcuna indicazione e quindi non sta ricevendo alcun premietto. Bisogna essere pazienti, e vedrete che prima o poi il cane, proporrà qualche comportamento nuovo. Lasciate che il cane inizi a muoversi nello spazio e appena, per caso, guarderà il cuscino per terra cliccate e dategli il premio. Ripetete questo procedimento un paio di volte, e vedrete che il cane capirà 1. Che click significa “giusto” e arrivo del cibo (se ancora non l’aveva imparato) e 2. Che, in qualche modo, è l’interazione con quel cuscino che ci fa sganciare i premi. Il passo successivo è quello di non accontentarsi più del solo “guardo” il cuscino, per cui non cliccherò quando il cane guarda il cuscino ma aspetterò che aggiunga una nuova azione. Molto probabilmente il cane inizierà quindi ad andare verso il cuscino, e questa è, per l’appunto, un’azione che noi vogliamo, quindi clicchiamo. Successivamente cliccherò quando il cane raggiunge il cuscino; poi quando lo tocca con le zampe; poi non mi accontenterò più solo delle zampe, quindi aspetterò quell’istante in cui, per caso, abbasserà un po’ il collo verso il cuscino; fino a quando, click dopo click, lo toccherà con il muso, e, a quel punto, avrò modellato tutto il comportamento.

Una volta che il cane avrà chiaro il comportamento, posso iniziare a renderlo più solido. Per fare questo posso iniziare a variare qualcosa, ad esempio posso spostare il cuscino nell’ambiente, posso variare la distanza, posso spostarmi io rispetto alla posizione sia del cane che del cuscino, posso variare i punti dove do il rinforzo al cane, e così via.

Sicuramente è più difficile a dirsi che a farsi, e sicuramente questo compito è più difficile per l’uomo che per il cane. Infatti, vedrete che il cane, in pochissimo tempo, non solo capirà il significato del click, ma addirittura capirà che quello che gli state chiedendo è di fare, di provare, di interagire con l’ambiente, di esprimere azioni, fino a quando non viene trovata l’azione corretta che, step by step, porterà alla costruzione del comportamento designato.

IL SEGNALE VOCALE

Quando il comportamento è solido e ben costruito, bisogna introdurre, anche qui, come nel caso del luring, il segnale vocale, per dare un nome a questo nuovo comportamento. Per farlo, inizio a dire la parola quando il cane sta andando a fare l’azione. In questo modo, ripetizione dopo ripetizione, si abituerà a sentire quella parola poco prima di aver eseguito il comportamento. Il mio obiettivo è quello di anticipare progressivamente il segnale vocale sempre di più, fino ad arrivare a dirlo prima ancora che il cane parta per andare a fare il comportamento. Dopo svariate ripetizione, posso decidere di premiare il cane solo quando avrà svolto il comportamento in seguito al mio segnale e di non premiarlo se invece lo avrà svolto senza che io glielo abbia chiesto.

Così facendo il nuovo comportamento è stato messo sotto segnale vocale e a questo punto il clicker non vi serve più!

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Anna Broseghini

Psicologa, Diplomata al Master in Etologia ed Educazione CSC e Dottoranda in Etologia presso l'Università di Padova.

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